Metamorphosis Festival, dal 29 giugno la terza edizione all’Orto Botanico

di Redazione

 Santamarea, foto di Manuela Di Pisa

Condividi su:

L’Orto Botanico di Palermo è pronto ad accogliere, per il terzo anno consecutivo, Metamorphosis, il festival multidisciplinare che abbatte ogni steccato tra i generi e che si svolgerà dal 29 giugno al 7 luglio 2024.

Un festival ormai diventato “grande”: da rassegna di nicchia, com’è nato nel 2022, ha in poco tempo conquistato una ribalta e un riconoscimento nazionale e una posizione sempre più consolidata tra i festival dell’estate

Quest’anno Metamorphosis  si allarga anche ad altri luoghi dell’Orto Botanico, disegnandolo come un unico spazio da leggere nel suo insieme.

Tanti i protagonisti: nomi del teatro d’avanguardia come il regista argentino Claudio Tolcachir; il ritorno dopo anni del Teatro Valdoca con un “rito sonoro” di Mariangela Gualtieri; un progetto di Donatella Finocchiaro su Rosa Balistreri e uno di Salvo Piparo sulle voci del mare; la danza di Chiara Frigo e le sonorità contemporanee di Santamarea, freschi premiati di Musicultura; delle polistrumentiste indipendenti da centinaia di migliaia di follower su Spotify, Giolì e Assia; di Davide Livornese o delle estoni Duo Ruut.

Da quest’anno si aggiungono due appuntamenti per i più piccoli, “il pubblico di domani”Sempre più protagonista l’Università con un programma di talk curato dal professor Salvatore Tedesco, e dagli stessi studenti dell’Ateneo che avranno la possibilità di svolgere attività di tirocinio nell’organizzazione del festival.

Il festival Metamorphosis è organizzato dal SiMuA (Sistema Museale di Ateneo) e da CoopCulture, in collaborazione con il collettivo Genìa, direzione artistica di Sabino Civilleri; con il supporto del laboratorio del DAMS universitario. Un esempio di partenariato vincente, nato nei giorni bui del covid con il desiderio di riaffermare la socialità, di rispondere con la cultura alla paura, di rimettere sul palco gli artisti della città.

Tanti linguaggi diversi in un unico flusso, quasi liberatorio: l’Orto Botanico è una realtà territoriale e multiculturale, spazio aperto della biodiversità, casa delle arti performative e luogo della sperimentazione scientifica. Ma è anche tra i primi tre siti più visitati in una Palermo che è sempre più meta turistica.

“La terza edizione del Festival Metamorphosis è anche un modo per festeggiare con il pubblico il rinnovato Orto con le sue bellezze e ricchezze. Così come ospita migliaia di specie diverse, accoglierà artiste e artisti per far vivere la sua meravigliosa diversità” dice Michelangelo Gruttadauria, presidente del SiMuA.

Metamorphosis si apre sempre più agli artisti europei nel tentativo di divenire, insieme all’Università e all’Orto Botanico un punto di riferimento per le produzioni internazionali nell’ambito delle arti performative, senza dimenticare o trascurare gli artisti siciliani” spiega il direttore artistico Sabino Civilleri.

Nove giorni di festival, due fine settimana colmi di spettacoli, mai come quest’anno costruiti in dialogo con l’Orto Botanico: prima un weekend di inaugurazione, il 29 e 30 giugno, con performance in luoghi diversi dell’Orto.

Si inizia sabato 29 giugno alle 19, con COorpi – La voce delle piante della danzatrice Emilia Guarino che ha trascorso un lungo periodo all’Orto, per conoscerlo dal suo interno, nel disfarsi e riproporsi delle stagioni; e ha passato una settimana “in compagnia delle piante per decifrare la loro lingua”, restituendola nel corso di questa performance site specific che coinvolge l’attore Alberto Nicolino e il trombettista Alessandro Presti. Seguirà “Gneiss”, concerto “meticcio” che valica i Paesi, e unisce rabab afghano e oud turco, percussioni e contrabbasso, per il Davide Livornese Duo (con Cristiano Calcagnile alle percussioni).

Domenica 30 giugno Metamorphosis il ritorno a Palermo, dopo parecchio tempo, del Teatro Valdoca con un “rito sonoro” di Mariangela Gualtieri che cerca di comunicare la stretta simbiosi che vive con la natura “che mi mette le mani dentro il respiro e nel cuore” spiegaPrecede itinerario condotto da Preziosa Salatino nell’Orto ascoltando in cuffia wireless, testi e versi. A seguire,  le polistrumentiste, cantautrici, DJ Giolì & Assia, fiere “proprietarie” del loro mondo creativo, visto che lo scrivono, suonano e producono.

Dal 3 al 7 luglio, cinque giorni continuativi di festival, aperti dal concerto del Duo Ruut (Duo Square) cetra e voci, formato dalle giovani musiciste e cantautrici estoni minimaliste, Ann-Lisett Rebane e Katariina Kivi.

Preceduto da due giorni di masterclass allo Area Madera, il 4 luglio il grande regista argentino Claudio Tolcachir affronta “Anna Cappelli”, testo forte e deciso di Annibale Ruccello che indaga il ruolo della donna nel tempo, ed è affidato alla magmatica Valentina Picello. Lo stesso giorno, ma alle 19, la videoinstallazione di Genny Petrotta – nipote di quel Giacomo Petrotta che nel 1944 si mise a capo della rivolta dei contadini di Piana degli Albanesi contro i possidenti – che recupera MËMA MË FAL, pezzo teatrale, poi scomparso, che racconta l’utopia di quei giorni e la mette in rapporto con il presente. Il progetto, prodotto da Studio Rizoma in collaborazione con Genia LabArt Palermo, ha vinto l’Italian Council 2023.

Il 5 luglio la coreografa Chiara Frigo, sulle musiche di Laura Masotto, crea Matrioska, spazio sonoro multi fattivo che fa affiorare memorie, movimenti, autobiografie sonore. Alle 21.30 Le favole del mare di Salvo Piparo sulle musiche di Michele Piccione: la tecnica antica del cunto al servizio delle storie salmastre, dalle battaglie navali dei francesi contro gli spagnoli alla leggenda di Colapesce e poi Pietro Fudduni, Vanni il Pescatore, U Nonno Rinaldo, per chiudere con un giovane Ulisse che dialoga con Palermo, città che ha dimenticato il mare. Sabato 6 e domenica 7 luglio alle 18.30, due spettacoli per i più piccoli: la fiaba “Lo specchio sincero” di e con Stefania Ventura e Gisella Vitrano; e  La morte del resuscitatore di e con Santiago Baculima, che comprende un laboratorio.

Il  6 luglioRosa cunta e cantaDonatella Finocchiaro recupera la storia di Rosa Balistreri, il rapporto con il marito violento, la fuga a Firenze, gli inizi come cantante. Metamorphosis si chiuderà il 7 luglio con l’atteso concerto dei Santamarea (Stefano, Francesco e Michele Gelardi e Noemi Orlando), band carinese che con un solo singolo è riuscita a vincere quattro dei cinque riconoscimenti di Musicultura.

Dal coordinamento del docente di Estetica, Salvatore Tedesco, è nato un sottoprogramma di quattro talk –  dal 2 al 5 luglio – che coinvolgono docenti universitari e dell’Accademia di Belle Arti che discuteranno  sulla teoria della metamorfosi come uno strumento per interpretare il nostro tempo. Interventi dei docenti Rosaria Caldarone (Filosofia teoretica); Paola Nicita (Teoria della percezione), Elisabetta Di Stefano e Valeria Maggiore (Estetica), Alberto Biuso (Filosofia teoretica) e Chiara Agnello (Filosofia teoretica).

Biglietti da 7 a 20 euro, a seconda degli appuntamenti.
Prenotazioni aperte su www.coopculture.it o alla biglietteria dell’Orto Botanico.

Tutte le info su https://www.metamorphosisfestival.it/

Il programma completo https://www.metamorphosisfestival.it/programma-2024/

 

 

Condividi su: